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  1. PROLOGO
    L'opera ha inizio con IL SIGNORE TI BENEDICA, ovvero la benedizione che Francesco soleva impartire all'amico fidato frate Leone.
    Il canto, il testo francescano e la coreografia che li accompagna sono un messaggio beneaugurale per tutti i presenti e si propongono di preparare l'animo dello spettatore facendolo avvicinare in punta di piedi al racconto di una delle più radicali conversioni della storia della Chiesa.
     
  2. GIOVANNI SARÀ FRANCESCO
    Francesco nasce ad Assisi nel 1182, da Pietro Bernardone, ricco mercante di stoffe preziose, e da Madonna Pica; la madre gli mette nome Giovanni ma il padre, tornato da un viaggio di affari in Francia, comincia a chiamare il figlio Francesco. I genitori fantasticano sul futuro del bambino domandandosi COSA SARA' QUESTO FIGLIO?
     
  3. PRIGIONIA DI PERUGIA
    Nel 1202 Francesco prende parte allo scontro di Collestrada con i perugini; viene catturato con molti suoi concittadini, tra i quali l'amico Leone, e condotto prigioniero a Perugia. Durante la prigionia iniziano i primi dubbi esistenziali di Francesco, che si domanda CHE SENSO HA? la vita che sta conducendo.
    Sulla scena è posta una gabbia, segno della prigionia fisica. La gabbia rimane presente anche nelle scene successive, a simboleggiare tutto quanto (denaro, potere, ambizione) imprigiona l'animo di Francesco e gli impedisce di fare scelte coraggiose.
    Dopo un anno, tra Perugia e Assisi viene siglata la pace e Francesco rimpatria insieme ai compagni di prigionia.
     
  4. CACCIATA DELLA POVERA
    Tornato ad Assisi inizia a lavorare nel negozio del padre. Una volta, tutto indaffarato, caccia via a mani vuote una povera che gli chiedeva l’elemosina per amor di Dio, urlandole VIA DI QUA! Ma subito, rimproverato dalla sua coscienza, qui rappresentata dal coro, rientra in sé stesso e la rincorre, offrendole una generosa elemosina e promettendo che non avrebbe mai più detto di no a chi gli avesse chiesto qualcosa per amor di Dio.

  5. LA FESTA PRIMA DELLA GUERRA
    Francesco non ha ancora abbandonato la vita mondana e rimane l'anima delle feste della ricca gioventù di Assisi: le ragazze lo cercano, gli amici lo invidiano.
    Ma tutto ciò non gli basta e pensa di realizzare la sua aspirazione a diventare cavaliere. Nel 1204 decide di unirsi al conte Gualtieri, che stava organizzando una spedizione per combattere gli infedeli a Gerusalemme, per essere da lui creato cavaliere. La sera prima della partenza ad Assisi tutti gli amici si ritrovano per salutarlo: è grande FESTA!
     
  6. IL PADRONE O IL SERVO?
    È a questo punto della vita di Francesco che iniziano i segni che lo condurranno ad un destino diverso da quello che lui aveva sognato.
    In viaggio verso la Puglia per imbarcarsi col fido Leone per la Terrasanta, giunto a Spoleto, a notte fatta si stende per dormire. E nel dormiveglia sente una voce  interrogarlo: "Dimmi, Francesco, chi può darti di più, IL PADRONE O IL SERVO?"
    Francesco interrompe il suo viaggio e torna ad Assisi aspettando che Gesù, del quale aveva udito la voce, gli riveli la sua volontà.
     
  7. INCONTRO CON LA LEBBROSA
    Pure il suo atteggiamento nei confronti delle altre persone muta radicalmente: un giorno incontra una persona lebbrosa e, contro il parere dell'amico Leone, la abbraccia e la bacia.
    Come racconterà lo stesso Francesco, prima di quel giorno non poteva sopportare nemmeno la vista di un lebbroso: dopo questo episodio, scrive che "ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d'anima e di corpo". Inizia così per lui UNA VITA NUOVA.
     
  8. SAN DAMIANO
    Nel 1205 avviene un episodio significativo della sua conversione; mentre prega nella chiesa di San Damiano, racconta di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli dice: "Francesco, va' e RIPARA LA MIA CHIESA che, come vedi, è tutta in rovina".
    Francesco fraintende le parole di Gesù e si mette di buona lena a restaurare chiese diroccate nel contado di Assisi.
     
  9. SE NON RITORNERETE COME BAMBINI
    Alcuni giovani si uniscono a lui in questa opera. E mentre Francesco ripara chiese di pietra, sempre di più capisce ciò che il crocifisso di San Damiano gli ha chiesto. In questa scena cerca di spiegare questo concetto ad alcuni bambini che lo stanno aiutando assieme a Leone, PIETRA DOPO PIETRA, a riparare la chiesa di San Damiano.
     
  10. RITIRO IN SAN DAMIANO
    Le stranezze del giovane Francesco si fanno sempre più frequenti. Un giorno fa incetta di stoffe nel negozio del padre e va a venderle a Foligno, assieme al suo cavallo; torna a casa a piedi e offre il denaro ricavato al sacerdote di San Damiano, don Agnolo, affinché possa restaurare quella piccola chiesa in rovina, chiedendogli di poter rimanere a vivere con lui per elevare assieme un CANTO DI LODE a Dio.
     
  11. SANTA CHIARA
    Questa nuova forma di vita attira anche le donne: la prima è Chiara, figlia di un nobile di Assisi, affascinata dalla scelta radicale di Francesco. Anche lei vuole unirsi a quei giovani che si dedicano ai poveri e ai lebbrosi, abbandonando tutti i beni materiali. Questo incontro con Francesco le cambia la vita, perché capisce che il Signore farà di loro UN SOLO CUORE capace di battere all'unisono, pieno di amore per Gesù e per i poveri.
     
  12. ORA È TUTTO CHIARO
    Il padre Pietro Bernardone comincia a capire quanto siano infondate le aspirazioni che nutre nei confronti del figlio ed entra in aperto contrasto con lui.
    Allo stesso tempo Francesco è sempre più convinto della sua scelta: non sarà nè mercante nè cavaliere, ma dovrà spendere la sua vita per riparare la Chiesa di Cristo. Pieno di gioia eleva a Dio il CANTICO DELLE CREATURE.
     
  13. EPILOGO
    Nel 1207 infine rinuncia pubblicamente ai beni paterni, inclusi i vestiti che indossa.
    Con questo gesto clamoroso si completa la conversione di Francesco, un giovane che ha vissuto dentro di sé i contrasti presenti nella società del suo tempo, una società con i ricchi che vivevano nell'abbondanza e nello spreco e con i poveri e i lebbrosi destinati ad emarginazione, dolore e sofferenza: tutto sommato una società non molto diversa dalla nostra attuale.
    Ci piace pensare che quella sera del 13 marzo 2013 Gesù abbia rivolto al Card. Jorge Mario Bergoglio, appena eletto papa, quelle stesse parole che rivolse a Francesco in San Damiano: FRANCESCO ORA VAI.
    Dopo 800 anni, la Chiesa e il mondo hanno un prepotente bisogno di un altro Francesco che ricordi loro il Vangelo e il suo messaggio: Dio è amore, Egli ama teneramente ogni sua creatura ed ha una preferenza speciale per i poveri, i deboli e gli emarginati.

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