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Lunedì 19 Novembre 2018
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Da quando l'uomo è comparso sulla Terra (proprio da allora, e neanche un minuto dopo) ha subito preso a incidere di segni misteriosi le grotte più nascoste, a istoriare con simboli fantastici le lance e le spade, insomma a lasciare in ogni modo tracce indelebili di sé, quasi per esorcizzare il sacro terrore di finire nel nulla. Con l'invenzione della scrittura, poi, circa tremila anni prima di Cristo, l'uomo ha definitivamente trovato quel geniale mezzo che gli consente di tradursi ai vicini e tramandarsi ai posteri per i secoli dei secoli. Prima con le sostanziose tavolette di argilla cotte al sole, poi su foglie di papiro o pelli di pecora tirate a lucido: niente sulla Terra è potuto sfuggire a questa incredibile volontà umana di dar segno di sé. A martellate o a fiumi di inchiostro, è proprio vero: scripta manent! E accade così che noi ancora oggi, all'epoca tecnologica delle mail evanescenti e dei contatti volatili, possiamo ripensare i pensieri di sumeri ed egizi, di greci e latini, o più semplicemente leggere il giornale in pantofole.

"D'accordo - qualcuno potrebbe dire - ma tutto questo cosa c'entra con il nostro paese, e ancora di più con il nostro sito?" C'entra, c'entra, e molto più di quanto sembra. Ma per capirlo bene, occorre fare un certo giro di pensieri, e certamente la fatica non sarà vana. Vediamo.

Leonardo da Vinci, il genio dei geni, raffinato umanista e scienziato a tutto tondo, fu chiamato a Milano, per conto del duca Ludovico il Moro, dal segretario personale di quest'ultimo, tale Bartolomeo Calchi, membro della nobile famiglia che aveva residenza estiva proprio a Calco alta, quindi a pochi passi da noi, e della quale anzi il nostro paese era un castello. Leonardo a Calco fu quasi certamente ospite; ha operato nella valle dell'Adda per le sue realizzazioni idrauliche e si è spinto a studiare la valle di Rovagnate: chi se la sentirebbe ragionevolmente di escludere che sia sceso qualche volta, in pochi minuti, a osservare e persino studiare il laghetto morenico, lui che per le acque aveva una vera ossessione? Non ci sono testimonianze nei codici leonardeschi? Vero, ma non dimentichiamo che secondo gli studiosi i quattro quinti dei fogli del maestro sono ancora nascosti nei fondi delle biblioteche o in qualche baule di polverose soffitte, magari proprio al Palazzo Reale. Chissà!

E Alessandro Manzoni? Tutti sanno che, di famiglia milanese, ha studiato nel glorioso collegio meratese, allora retto dai Padri Scolopi, la scuola media oggi a lui dedicata, dalla quale dunque siamo ben orgogliosi di essere passati anche noi. (Ricordi di scuola!). Anche qui: ce la sentiamo di escludere che in qualche breve passeggiata tra studi e ancora studi il giovane Alessandro si sia spinto fino alla soglia del dolce paesello, insomma fino alle rive del celebrato laghetto? Non è difficile immaginarlo seduto al bagnolo, sognante mentre contempla il suo amato Resegone! Forse che la prima idea dei Promessi Sposi gli sia venuta proprio lì? Chissà!

E allora? - qualcuno chiederà. Cosa abbiamo dimostrato con questo stralunato ragionamento? Forse che il nostro piccolo paese è al crocevia della storia dell'arte, della letteratura e della scienza italiana anzi universale? Forse no, lo ammettiamo, ma neppure ce la sentiamo di escluderlo del tutto, se poi è vero, come è vero, che un grande architetto del nostro tempo ha scelto il nostro paesaggio per le sue monumentali architetture. Un motivo ci sarà pure! E allora, ecco dove va a finire, secondo noi, il ragionamento strampalato: se nell'aria ci sono niente meno che Leonardo e Manzoni (niente meno che il massimo!), non c'è da stupirsi se le doti letterarie, scientifiche, artistiche da queste parti crescono come funghi! Come si dice: buon sangue non mente; o anche, la classe non è acqua. Perché no? Da oggi ogni sartiranese dovrebbe sentirsi orgoglioso di questa sua ritrovata genealogia storico-letteraria, di questo suo inatteso pedigree che ne certifica la razza!!

Di fatto, e per venire alle cose serie, è davvero probabile che la concentrazione di talenti intellettuali nel nostro piccolo villaggio sia decisamente superiore alla media; ne abbiamo tentato un calcolo approssimativo, e la cosa è da prendere sul serio. Inoltre stiamo parlando solo di coloro che hanno avuto opportunità di esprimersi pubblicamente, in pratica pubblicando articoli o libri, tra l'altro per riviste e case editrici affermate.

Ed ecco allora, per tirare le somme, l'idea di questa nuova rubrica. Vogliamo ospitare e presentare gli scrittori sartiranesi, le loro opere, gli apprezzamenti e le recensioni che queste hanno ottenuto su giornali e riviste. Sarà  l'occasione per scoprire i talenti locali, e, perché no, per sentirci ancora più orgogliosi delle nostre radici. Segnalazioni e indicazioni saranno dunque gradite. Ma c'è anche da scommettere che questo "mal di farsi sentire", da cui l'uomo è affetto sin dalla sua comparsa sulla Terra, prima o poi contagerà anche i nostri lettori: desiderio di emulazione? Contagio a catena? Sindrome "ci sono anch'io"? Chissà! Ma prima o poi le porte del sito si apriranno anche ai lettori, quando e come si vedrà. Nel frattempo, scaldare i motori!

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