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Chi giunge a Sartirana con l’animo attento del viandante, più che del turista, può trovarsi ad ammirare il profilo del Resegone riflesso nelle calme acque del lago. La presenza dello specchio lacustre ha da sempre scandito la vita dei sartiranesi; si dice di leggende, che narrano di un antico paese sommerso: ma da chi, e perché? Difficile dirlo. Se racconti ci furono, ne abbiamo perso le tracce.
E’ certo, invece, che gli abitanti hanno sempre istintivamente associato il loro laghetto a quello che fece da sfondo alla vita e alle imprese del pescatore loro patrono:  S. Pietro. La chiamata dei discepoli, la tempesta sedata, Pietro che affonda per la poca fede, la pesca miracolosa… quanti quadri del Vangelo prendono corpo qui al lago!
E’ perciò appuntamento significativo, e ormai tradizionale dal 1979, la “Messa sul lago” in onore di S. Pietro, celebrata come messa prefestiva la sera precedente la festa patronale (che cade l’ultima domenica di giugno).
La Messa ha luogo in località Bagnolo: la statua del patrono vi giunge in barca dalla Foce, tra gli ultimi bagliori del crepuscolo, scortata dal rapido corteo delle imbarcazioni. La serenità del luogo è la più bella cornice alla sincera devozione popolare.
Il giorno seguente la festa patronale prevede la S. Messa solenne alle ore 11.00, accompagnata dal Coro parrocchiale, e la processione per le vie del paese con la statua del Santo alle ore 18.00: ai Sartiranesi sembra quasi di rivivere i momenti descritti dagli Atti degli Apostoli, quando Pietro passava per le vie di Gerusalemme ricordandosi di tutti. Le strade sono addobbate con i colori che contraddistinguono i cinque tradizionali quartieri del paese: Piasa, Funton, Laur, Dirta e Carecc.
La festa è animata da giochi, musica e dagli immancabili fuochi artificiali, che richiamano sempre tanta gente dai paesi vicini.
 
IL SALUTO DELLA COMUNITÀ A DON ENRICO CALDIROLA, SARTIRANESE, SACERDOTE DA 45 ANNI

 

Caro don Enrico,

alcuni di noi sono stati i tuoi amici d’infanzia: hanno condiviso con te la scuola, le prime scelte dell’adolescenza, persino qualche avventura straordinaria, fino a quando hai preso la tua strada. 
Altri, di poco più giovani, riescono a ricordare qualche estate trascorsa con te all’oratorio, magari con un paio di settimane in campeggio, quando loro erano alle elementari e tu oramai prossimo alla meta; qualcuno racconta anche di aver servito alla tua prima messa. 
Tanti di noi, infine, ti conoscono appena: ti hanno visto tornare a casa per qualche ricorrenza, magari un battesimo o una prima comunione, ti hanno sentito predicare, e poi, fuori di chiesa, stringere mani e ricambiare sorrisi. E forse anche tu, in quelle occasioni, vedendo tanti volti nuovi hai provato a indovinare dalle somiglianze alberi genealogici e gradi di parentela. Del resto, quarantacinque anni non sono uno scherzo!
Tutti, però, sappiamo che sei di Sartirana e sei partito da qui, e questo è sufficiente per sentire con te un legame speciale. Tra noi c’è come una storia che viene da lontano e che continua nelle generazioni, perché quella comunità da cui provieni, e in cui è nato il tuo desiderio di testimoniare il Signore, è la stessa che ci ha generato nella fede e a cui teniamo tantissimo. 
Chissà, magari, rispondendo a qualche semplice curiosità dei tuoi parrocchiani, o anche in qualche incontro più impegnativo, ti capita di parlare di Sartirana, del lago, dell’oratorio, di quei tuoi amici di un tempo e del parroco di allora; ne parlerai certo con orgoglio e convinzione, e in questo modo un po’ della nostra comunità passa in quella che tu guidi. 
Caro don Enrico, per ricordare l’amicizia che ci unisce, ti facciamo dono di tre libri; l’autore è speciale: è papa Francesco. 
Per noi questo papa è diventato così importante, che l’anno scorso gli abbiamo dedicato un musical; sai, in quell’occasione avevamo messo nella nostra chiesa una sua grande immagine, e alla fine l’abbiamo lasciata per qualche mese: ci faceva compagnia! Anche di questo nostro musical ti facciamo dono: sarà senz’altro un modo per conoscerci ancora meglio. 
Del resto, da papa Francesco abbiamo imparato che i ponti valgono più dei muri; e il primo ponte che vogliamo rimanga saldo è quello che ti collega con la comunità da cui provieni. 
Auguri, don Enrico!

FESTA PATRONALE DI S. PIETRO APOSTOLO


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