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Home Sigillati in casa Riflessione del diacono Davide sul digiuno

Non di solo pane vive l'uomo (Mt.4,4)
Una riflessione personale sul digiuno.


Questo tempo di Quaresima che noi cristiani viviamo ogni anno in preparazione alla Pasqua del Signore, alla celebrazione della sua vittoria sul peccato e sulla morte coincide oggi con l'esperienza preoccupante dell'epidemia che ha colpito in modo così rapido ed esteso il mondo e l'Italia.


Tutti noi siamo stati, in brevissimo tempo, limitati o privati di elementi essenziali per la nostra vita: molte relazioni personali, per alcuni la salute, il lavoro (perlomeno nella sua forma consueta, ma per alcuni totalmente), la libertà di spostamento, le consuetudini che scandiscono la nostra vita tra cui la vita sacramentale e la preghiera comunitaria. E non è che sia mancato uno solo di questi aspetti ma tutti insieme nel medesimo tempo, generando un senso di disorientamento.
Siamo chiamati a “digiunare” e a farlo non per scelta ma per necessità.


Tra i tanti digiuni che questa epidemia ci impone, c’è quello della Santa Messa, la relazione con Gesù attraverso la comunione col suo corpo, e con la comunità parrocchiale.
Ecco allora le domande che, in questi giorni ho letto ed ascoltato:
“…Come faccio senza la Santa messa? Come posso pregare il Signore senza la mia comunità? Ma non è che proprio in queste situazioni bisogna stare vicini gli uni agli altri e invocare, nella Messa, la presenza e l'aiuto del Signore?...”
Questa sciagura ci colpisce limitandoci proprio in questo aspetto: ci impone separazione, isolamento, e ci fa sperimentare questa inattesa forma di digiuno e astinenza, in una parola: mancanza.


A ben pensarci stiamo sperimentando sulla nostra pelle quella condizione che in molti paesi è la normalità: la visita di un sacerdote e la celebrazione dei sacramenti solo poche volte all'anno.
E così possiamo renderci conto della ricchezza, per grazia, di poter avere la Santa Messa ogni domenica (in molte parrocchie addirittura più di una, nell'orario più adatto per incastrarsi con i miei impegni del weekend…).


"Un detto ebraico racconta che in principio Dio creò il punto interrogativo e lo pose nel cuore dell'uomo…"1 E quindi lasciamo che le domande, che questa situazione suscita, lavorino in noi.


Adesso che mi manca, ora che devo “digiunare”, cos'è la Messa per me?
È forse un "precetto" che non posso rispettare? È un'abitudine (che strana una domenica senza la messa!) che mi viene a mancare? … Che "povera" una Messa alla televisione (anche se, a pensarci bene, è l’abituale, e unica, condizione di chi è malato o solo o semplicemente impedito a partecipare in comunità)
Mi manca l'incontro col Signore? Mi manca l'incontro con la mia comunità?
Sono un po' tutte queste cose insieme?
Cosa mi manca veramente?


Questo digiuno, questa "mancanza di pane" ha fatto sorgere questi interrogativi e mi spinge a cercare risposte, a rivedere tanti aspetti della mia vita di discepolo di Gesù e del valore che do ad essi. Spesso è proprio la mancanza a farci comprendere di più il valore di ciò che viene meno.


Sì, la Messa per me è indispensabile come il cibo, come l'aria: è il luogo privilegiato di incontro con Gesù eucaristia e con il suo corpo che sono i miei fratelli nella fede.
Ma adesso non mi è possibile: le circostanze me lo impediscono.


Nulla però mi impedisce di incontrarlo nella sua Parola (“…non di solo pane vive l’uomo…”), nella preghiera personale, nell'esperienza faticosa di dover accettare e vivere questi tempi così difficili.


Grazie Gesù che oggi, come alla samaritana, mi ricordi che sei spiritualmente e intimamente presente in me, mi sostieni con la forza del tuo Spirito e non mi lasci mai.
Grazie Paolo, innamorato di Cristo, che dai una risposta a tante domande:


35 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. 38 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, 39 né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Rm.8, 35-39)


diacono Davide Canepa


1– da: “Le nude domande del Vangelo” di E.Ronchi ed. San Paolo pag.9

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