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Home Testi delle canzoni


SOPRANO 1:      Il Signore ti benedica e ti custodisca.
SOPRANO 2:      Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
SOPRANO 1 e 2:  Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. (2 volte)
                Il Signore ti benedica e ti custodisca.
               
Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.

PIETRO:         Certo Lui ha benedetto la mia casa; sotto il mio tetto lo sai
                decime e offerte io le versai ora un figlio in cambio mi dà.
PICA:           Sbagli, mio sposo, se parli così: dono è un figlio, niente di più.
                Su, apri le mani e accogli la vita che viene a te.
PICA e PIETRO:  Caro Francesco di Assisi, qui c’è tutto un mondo solo per te.
                Ti scelga un angelo come amico, lui stia con te.
PIETRO:         Cosa sarà questo figlio? Un mercante forse, più ricco di me?
                Primo alla giostra dei cavalieri? L’invidia di Assisi sarà!
PICA:           Sì, anche questo se Dio lo vorrà, ma la vita chiede di più.
                Lui ha la sua stella che guida ogni passo, la via troverà.
PICA e PIETRO:  Caro Francesco di Assisi, qui c’è tutto un mondo solo per te.
                Ti scelga un angelo come amico, lui stia con te.

LEONE:      Eccomi qua, sole a scacchi per l’eternità;
            passerà, ma chi mi darà quei giorni persi?

FRANCESCO:  Passerà, ma non passa il tedio, sai,
            questo vuoto immenso che spaventa l’anima o chissà.

LEONE:      Niente di grave, amico, su, niente che tu non possa ancora
            spingere via in un attimo come una nube nera.

FRANCESCO:  Sì, ma tu dimmi, dimmi adesso che senso ha,
            perché si vive e poi si muore, e tutto è qua.

LEONE:      Basta così! Non appena te ne andrai di qui
            amerai le colline ancora e il nostro mare.

FRANCESCO:  Via di qui? Io piuttosto fuggirei
            da una vita senza meta che si perde dove va.

LEONE:      Lascia i pensieri tristi, dai, queste domande troppo oscure;
            sai che il tuo cuore palpita quando l’amore appare.

FRANCESCO:  Sì, ma se un Dio ci fosse, forse lo servirei,
            a Lui il mio cuore tutto intero getterei.

ASSIEME:    (L)  Lascia i pensieri tristi – io ci proverei;

            (F) Se un Dio ci fosse, un Dio – io lo servirei;

            (L, F) vita che fuggi, dove mai ci condurrai?

FRANCESCO:  Non ti chiedo come stai, non m’importa cosa vuoi
            solo chi lavora, sai, si guadagna il pane in onestà.
STRACCIONA: Facile parlare se per tuo padre vali più di un re,
            se la sorte fa padrone te  e nel fango ha posto me.
FRANCESCO:  Vai via di qua! Lascia stare mio padre e poi
            ricorda che ognuno ha quel che merita.
CORO:       Francesco, Francesco, dentro di te tu lo sai:
            quella donna dice sì la verità, quella donna ti parla di te.
            Francesco, Francesco, dai, fai solo un passo e poi
            se apri il cuore vedrai, lo so: un uomo nuovo sarai.
FRANCESCO:  Sarò nato ricco, sì, ma tu guardati un po’:
            sei stracciona e dove vai porti noia ed infelicità.
STRACCIONA: Forse un giorno capirai che uno sguardo pieno di bontà
            vale più di qualche spicciolo allungato per pietà.
FRANCESCO:  Vai via di qua! Non ti voglio vedere mai
            ritorna al tuo paese e là fa’ quel che vuoi.
CORO:       Francesco, Francesco, dentro di te tu lo sai:
            quella donna dice sì la verità, quella donna ti parla di te.
            Francesco, Francesco, dai, quel passo un giorno farai;
            quando il tuo cuore aprirai, lo so, un uomo nuovo sarai.

FRANCESCO: 

CORO:      Ah, che spettacolo Assisi al tramonto, le torri là in fondo, le mura
           più in là ...
           Aria di festa stasera nel borgo: Francesco domani alla guerra andrà.
VOCE1:     Ehi c’è baldoria, si beve laggiù, sei invitato anche tu!
CORO:      Apri il portone o Pietro il mercante, gli amici di sempre accorrono già
           alle cantine di rossi spumanti, Francesco domani alla guerra andrà.
VOCE2:     Dai, non si bada a spese laggiù, sei invitato anche tu!
FRANCESCO: Oh, amici, il tempo che va ogni gioia porta con sé;
           cogli l’attimo e spremilo fin che puoi, questa è sapienza per noi.
BERNARDO:  Su, alziamo il bicchiere: a noi, alla nostra felicità!
           Alla gloria che un giorno ci troverà, dico alla vita di sì!
CORO:      Luci dell’alba, Assisi è un incanto, i giovani in danze non

           smettono mai;
           tutta la notte la festa rimbomba Francesco domani alla guerra andrà,
           proprio domani alla guerra andrà.

GESU’:      Francesco, oggi sei lieto, io lo vedo negli occhi desti.
            Vola il tuo cavallo intrepido, poi splende l’armatura e vai:
            corri per servire il tuo signore, ma dove arriverai?
FRANCESCO:  Certo chi può sognare un destino splendido così?
            Domani sarò lassù al castello e là,  nel sole: 
            “Io Francesco giuro sul mio onore fino a quando vita avrò
            di servire sempre il mio signore da cavaliere, urrah!”
GESU’:      Francesco, ora mi ascolti, ho da porti una richiesta:
            vale dunque più il padrone o il servo? dillo forte se lo sai;
            perché allora vuoi servire il servo? vola più alto, dai.
FRANCESCO:  Certo nessuno al mondo offre a un servo la sua fedeltà!
            Io chiedo chi sei tu re del tempo che dal cielo
            sconosciuto segui i nostri passi fino a dove tu lo sai
            poi li riconduci a casa e aspetti che ti cerchiamo noi.

LEBBROSA:   Tu, che a cavallo te ne vai per le vie della città,
            ti prego guardami, dai.
            Su, getta un soldo e via di qui:
            con gli scarti della vita si fa così.
FRANCESCO:  Dimmi il tuo nome e poi lascia, se vuoi,
            che io curi le tue ferite;
            quelle del cuore non so guarire:
            solo un bacio per te.
LEBBROSA:   Io, che da sempre domandai: “Un abbraccio che cos’è?
            E una carezza, poi?” Io
            ora in un attimo io so
            che nel mondo c’è l’amore, e io vivrò.
FRANCESCO:  Alza lo sguardo e ringrazia con me
            quell’Amore che vive nei cieli;
            per molte strade si fa incontrare:
            ora lo so, io vivrò, sì.
LEBBROSA:   O Signore, l’hai donato a me
            come strumento lui della tua pace.
FRANCESCO:  O Signore, l’hai mandata a me
            per riportarmi sì a vita nuova.
ASSIEME(F): Tu l’hai mandata a me Tu
            per chiamarmi a vita nuova,
            alla vita nuova che
            oggi inizia per me,
            oggi inizia per me con te.
ASSIEME(L): Tu l’hai donato
            come lo strumento della tua pace,
            pace che
            oggi inizia,
            oggi per me qui con te.

FRANCESCO:          Chi sei, che in questa casa abiti e non sai
                    che la pietra già si sgretola ed i rovi sono qua?
                    Vento e pioggia, uragano soffierà;
                    guarda come l’edera l’avvolge, ora cadrà.
GESU’:              Francesco lo sai, io sono il tuo re, a lungo ti ho aspettato;
                    vedi le mani e i chiodi: ho bisogno del tuo aiuto.
                    Io conto su te, Francesco ora vai, ripara la mia chiesa.
                    Non è tempo, lo sai, d’attesa; ora va’
FRANCESCO:          Mio re, vorrei donarti splendida dimora
                    tra gli olivi e i verdi pascoli nella brezza della sera
                    d’oro e argento la tua casa brillerà,
                    pronte al lavoro le mie mani sono già.
GESU’:              Francesco lo sai, io sono il tuo re, a lungo ti ho aspettato;
                    vedi le mani e i chiodi: ho bisogno del tuo aiuto.
                    Io conto su te, Francesco ora vai, ripara la mia chiesa.
                    Non è tempo, lo sai, d’attesa; ora va’
FRANCESCO e GESU’:  Io conto su di te, non mi lascerai.

LEONE:      Ehi ragazzo non nasconderti, fai vedere un po' i tuoi muscoli;
            quella pietra là nell'angolo andrebbe a posto qua.

FRANCESCO:  Come nella chiesa, pensaci, quella di persone, logico,
            resta un vuoto se il tuo compito lasci ad altri e non lo fai.

BAMBINO:    Dai Francesco sai che puoi contare su di noi,
            pietra dopo pietra la tua chiesa viene su;
            vanno via le crepe e se ne resta ecco che
            vengono le rondini dal cielo.

LEONE:      In effetti qui le rondini fan già il nido tra le tegole.
            Vuoi vedere che è un miracolo, che forza guarda là.

FRANCESCO:  No ragazzi qui il miracolo è che mentre i muri crescono
            noi ci stiamo più simpatici e la chiesa è questa qua.

BAMBINO:    Dai Francesco sai che puoi contare su di noi,
            pietra dopo pietra la tua chiesa viene su;
            vanno via le crepe e se ne resta ecco che
            vengono le rondini dal cielo.

TUTTI:      Noi ci stiamo più simpatici e la chiesa è questa qua.

CORO:        Se guardi fin laggiù dove il cielo si piega un po’
             forse un angelo mite scorgerai che a Francesco sorride e va.
DON ANGELO:  Porta le lodi al Re, alla Maestà, vola al suo trono e là lieto
             tutte le pone ai suoi piedi come un cesto di fiori rari.
FRANCESCO:   Permetti che dimori qui alla porta del tuo castello, mio Re;
             mi sfiora la tua veste e già questo giorno saprà di eternità.
CORO:        Ascolta, da laggiù viene un canto di lode e poi
             il brusio degli angeli udrai: San Damiano, il Cielo è là.
DON ANGELO:  Tu sei l’Altissimo,
FRANCESCO:   sei Carità,
DON ANGELO:  sei la Bellezza che splende;
FRANCESCO:   sei nostro gaudio e letizia,
ASSIEME:     sei speranza, tu sei fortezza.
FRANCESCO:   Signore, ecco fa’ di me lo strumento della tua pace, tu lo puoi
             laddove piange un uomo fa’ che io porti la gioia che mi dai.
TUTTI:       Dove piange un uomo fa’ di me lo strumento della tua pace, sì!

FRANCESCO:  Ebbi la ferita dell’amore dentro me
            quando dalla croce mi parlò.
CHIARA:     Sorse un nuovo sole ad Assisi che
            mosse il suolo arido in me.
FRANCESCO:  E come il giglio del campo ti vestì.
CHIARA:     Come gli uccelli del cielo sei lassù.
FRANCESCO:  Non hanno niente, ma cantano perché
CHIARA:     il Padre loro li tiene presso sé.
FRANCESCO:  E come a sposa il cuore ti rapì.
CHIARA:     Il tuo tesoro adesso è solo là.
ASSIEME:    Non puoi avere ricchezza e libertà,
            non puoi volare se in gabbia resterai
FRANCESCO:  Poi lo riconobbi dentro gli occhi timidi
            quando mendicante mi guardò.
CHIARA:     Vidi un volto esanime che un giovane
            con un bacio a vita riportò.

CHIARA:     Cerco il tuo volto, Signore degli dei.
FRANCESCO:  Ora l’hai visto, è il povero lo sai.
CHIARA:     Così è rimasto per sempre insieme a noi,
FRANCESCO:  in quello sguardo lo incontri se lo vuoi.
FRANCESCO:  Chiara d’Assisi, sei il dono che ora c’è.
CHIARA:     Francesco è il nome che tengo stretto a me.
ASSIEME:    Lodiamo insieme Colui che tutto sa,
            un solo cuore dei due ora farà.
ASSIEME:    Un solo cuore Lui farà di noi, di noi.

FRANCESCO:      Laudato sii, o mio Signore,
                per le creature che narrano il tuo amore,
                Laudato sii per fratello sole:
                riveste d’oro anche il più povero fiore.
                Laudato sii, o mio Signore,
                se nella notte non siamo soli:
                ecco le stelle, si apre il mio cuore,
                sorella luna, posso sperare.
                Laudato sii, o mio Signore,
                per questo cielo di nuvole o sereno:
                nei giorni lieti lodo il mio Creatore,
                nei giorni tristi nella sua mano riposo.
                Laudato sii, o mio Signore,
                per le montagne, i mari e i vulcani:
                questa è la terra, casa che ami,
                è il tuo giardino da custodire.
                Ecco la sua gloria riempie i cieli sopra noi,
                Santo è il Signore degli dei.
                Cosa è l’uomo se te ne ricordi in ogni età,
                se ti curvi ancora su di lui?
CORO:           Laudato sii, o mio Signore,
                anche per l’ombra che vela il tuo splendore,
                per i silenzi nelle tue parole,
                per quelle cose che non sappiamo capire.
CORO E FRANC.:  Laudato sii per ogni uomo
                che nel suo campo trova il tesoro,
                prende la vita dalla tua mano
                e si abbandona come un bambino
CORO:           Laudato sii, o mio Signore,
                perché letizia riversi nel mio cuore,
                come un torrente mi perdo dentro il mare
                ed ora vedo che resta solo l’amore.
CORO E FRANC.:  Ti benedica il mio Signore,
                su te il Suo volto faccia brillare,
                ti custodisca nella sua pace.
                Così Francesco ti benedice.
FRANCESCO:      Laudato si

CORO:    Gente in mezzo al mare, ma perché il destino è partire?
         Oltre la frontiera sogni la vita senza paura.
         Ma qualche mano pronta ci sarà per aiutarti, chissà.
RAPPER:  Il mondo ha bisogno non di muri ma di ponti,
         di strade verso le periferie dell’esistenza.
         È solo la paura che ci rende chiusi agli altri,
         usciamo con fiducia, corri il rischio dell’incontro!
CORO:    Francesco ora vai, ripara la mia Chiesa;
         riporta questo mondo nei binari giusti e poi
         Francesco come sai ricordaci il vangelo
         per rimanere umani sotto il cielo, noi.
CORO:    Casa di cartone dove un uomo è solo un barbone.
         Fila per la cena cerchi un sorriso prima del pane.
         Ma per la strada fanno male poi quelle parole che sai.
RAPPER:  Da tempo si diffonde la cultura dello scarto,
         domina il profitto e gli esclusi sono avanzi;
         globalizzazione sì, ma dell’indifferenza!
         Curiamo le ferite con un po’ di tenerezza.
CORO:    Francesco ora vai, ripara la mia Chiesa;
         riporta questo mondo nei binari giusti e poi
         Francesco come sai ricordaci il vangelo
         per rimanere umani sotto il cielo, noi.
CORO:    Grande gioia il papa è lui, è Jorge Mario Bergoglio.
         Sì Francesco torna tra noi, ma dalla fine del mondo.
CORO:    Alpi senza neve, al pianeta cosa succede?
         Plastica nel mare, vaga confuso l’orso polare.
         Ed il custode del creato, lui, dov’è nascosto lo sai?
RAPPER:  La terra ci è affidata come casa da abitare,
         un fragile equilibrio del quale avere cura;
         per consegnarla integra a coloro che verranno
         diamoci dei limiti, sediamoci a guardarla!
CORO:    Francesco ora vai, ripara la mia Chiesa;
         riporta questo mondo nei binari giusti e poi
         Francesco come sai ricordaci il vangelo
         per rimanere umani sotto il cielo, noi. (2 volte)
         Ora vai!

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