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Mercoledì 26 Giugno 2019
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FRANCESCO DI ASSISI OVVERO LA GIOIA DEL VANGELO

È auspicabile che ogni Chiesa particolare promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali” (Evangeli gaudium, 167)

Ma chiesa particolare siamo anche noi di Sartirana! Perché non corrispondere a questa indicazione del papa? Perché almeno non provarci? Del resto, nella nostra comunità c’è chi è bravo a comporre e arrangiare musica, chi sa scrivere i testi per le canzoni o per le scene; non manca chi sa ideare belle scenografie e  chi è capace di realizzarle con pennelli e colori; e poi le coreografie,  le voci, le musiche, le luci e tanto altro: con il contributo di tutti, potremo farcela. Un altro musical, insomma! Dai, sarà in ogni caso l’occasione per stare insieme, dai bambini ai giovani e meno giovani; e già ci pregustiamo le interminabili prove che ci attendono.


Detto fatto; ma l’argomento? Ci siamo guardati e non c’è stato bisogno di altro: Francesco di Assisi. Francesco, ovvero: la gioia del vangelo. La gioia di aver trovato nella semplicità del vangelo un cammino di vita percorribile e convincente, nell’attenzione ai poveri e nell’amore per tutto il creato. Ma quella volta  subito ci siamo resi conto che in realtà stavamo  pensando anche a un altro Francesco, il quale in un certo senso ci aveva suggerito proprio lui quel soggetto; sì, papa Francesco, che ci ha parlato della gioia contagiosa del vangelo e l’ha mostrata con i suoi gesti inattesi e sconvolgenti. In effetti, insieme al  nome, ha ricevuto lo stesso mandato del primo Francesco: va’ e ripara la mia chiesa; e come lui, sa che non c’è altro modo di trovare Gesù se non nel volto del povero.


Così, ci siamo messi al lavoro, per prima cosa leggendo le antiche fonti sulla vita di Francesco d’Assisi.  Volevamo conoscerlo bene. Abbiamo pensato di rappresentare la prima parte della sua vita, quella di un giovane ricco che vuole diventare un abile mercante e  poi un cavaliere delle crociate, ma che finisce per rinunciare a tutti i beni, facendosi povero con i poveri; è la parte meno nota della sua storia, ma è  una vicenda nella quale ogni uomo si può riconoscere, con i propri dubbi, le  mancanze, gli slanci e la ricerca di un senso vero per cui vivere. Per questo motivo, la scenografia darà luogo a un tempo sospeso, perché quella di Francesco è allo stesso modo una storia di ieri, di oggi, di sempre.


Caro papa Francesco, se potessimo, verremmo lì a Roma ad abbracciarti per il bene che stai facendo alla chiesa e alla vita di ciascuno di noi. Visto che non è possibile, ricevi almeno il dono di questo musical, che è dedicato a te con affetto immenso.

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