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Home Scripta manent Quattro amici sul Cammino di Santiago

Come promesso nella pagina di introduzione di Scripta manent, invece che presentare una pubblicazione di un sartiranese, questa volta ospitiamo il resoconto di una avventura vissuta da quattro amici che, con entusiasmo ma anche con timore, dopo indecisioni e ripensamenti, hanno finalmente attuato un progetto che stava loro a cuore da parecchio tempo: percorrere camminando un pezzo del famoso Cammino di Santiago.

Quello che segue è il "diario di bordo" che hanno tenuto giornalmente, appunti di viaggio che alla sera, quotidianamente, mettevano sulla carta ripensando a quanto vissuto durante la giornata.

Roberto 62 anni, Vincenzo 59 anni, Ruggero 55 anni e Renato 55 anni, appunto quattro amici sul Cammino di Santiago; pensionati i primi tre, in mobilità l'ultimo. Parlandoci, dopo questa esperienza, colpisce soprattutto la certezza con la quale raccomandano a tutti di provarla almeno una volta nella vita.

Il loro diario, e l'intervista che lo segue, faranno sicuramente nascere in chi legge la voglia di imitarli, assieme a una punta di bonaria invidia per aver voluto esserci.


 

SUL CAMMINO DI SANTIAGO - DIARIO DI BORDO

 

5 settembre 2011 - VIAGGIO DI ANDATA: LOURDES - RONCESVALLES

Ore 0,00. Renato passa a caricarci a casa con la sua Opel Astra SW. Partiamo sotto la pioggia che ci accompagna fino a Milano. Renato guida fino a Bordighera (315 km), sosta tecnica alle 3,30, passa alla guida Roberto fino a Nimes in Provenza (670 km) e alle 7,30 sosta per la colazione. Prosegue alla guida Vincenzo fino a S.Gaudens (1020 km); sono le 11,20 e facciamo la sosta per il pranzo all’aperto nella stazione di servizio, tempertura 20°C. Alle 12,10 si riprende il viaggio e passa alla guida Ruggero; si decide di iniziare bene il pellegrinaggio facendo una visita a Lourdes dove si arriva alle 13,15. Visita del Luogo Santo: la Grotta, Basilica Superiore e Inferiore, Basilica sotterranea di S.Pio X, Esplanade ... una preghiera e alle 14,15 si riparte per i Pirenei e, passando per S.Jean de Port, si arriva al confine spagnolo.

Si sale fino al passo a 1057 mt. in mezzo a vallate verdi e nubi basse, poi si scende fino a Roncesvalles a 950 mt. (1280 km). Il posto è incantevole con la Chiesa, il Monastero ora casa per i pellegrini (molto bello ); c’è anche un’altra chiesetta, l'ufficio turismo e due osterie per la cena (Sabina e Posada). Presentiamo la “Credencial”, prendiamo la “Conchiglia” (2€) e veniamo assegnati al vecchio rifugio di 120 posti dato che il Monastero è tutto pieno. Veniamo affidati al Custode inglese, che ci controlla a vista … soprattutto Ruggero … letti a castello mentre al piano sotto ci sono i servizi e il refettorio.

Facciamo un giro all’ufficio turismo, foto, aperitivo col “blanco de Navarra”… arriva il sole. Alle 20,00  S.Messa per i pellegrini: cerimonia suggestiva concelebrata da 7 religiosi e commenti in varie lingue, chiesa strapiena con pellegrini di tutte le età e abbigliamento, organo coinvolgente … fino alla benedizione di tutti i pellegrini a luci spente al centro della Chiesa.
Poi si va a cena da Sabina con “Menù Peregrino” di 9€ (zuppa-pescado con patatine - cream caramel - pane - acqua e vino). Fa freddo, ci sono 11°C, si rientra al rifugio e alle 22,00 si spengono le luci … notte di fuoco coi suoi rumori …e odori.


6 settembre 2011 - INIZIO DEL CAMMINO: RONCESVALLES - ZUBIRI (21 KM)

Alle 6,00 accensione luci e il custode inglese passa a randellare tutte le brande per la sveglia, dato che alle 7,00 tutti devono lasciare il rifugio. Si esce al buio ... ci sono 7°C ... c’è chi parte coi pantaloni corti ... noi partiamo incappucciati come tanti altri dopo le foto di rito sulla segnaletica che indica 790 km da Santiago de Compostela. Inizia il cammino in mezzo al sentiero nel bosco fino a Burguete, 3 km dopo, dove si fermano tutti per la colazione accanto alla chiesa di San Nicola di Bari … è la prima di tante che incontreremo sul “Camino Frances” perché il Santo è venerato come Protettore dei Pellegrini.

Si presegue sul percorso alle pendici dei Pirenei; il paesaggio è favoloso, si attraversano torrenti, boschi a pineta, betulle, faggi e cespugli di vario tipo con erica rossa ovunque, si scende per prati con mucche al pascolo … il percorso è sempre segnalato con conchiglia o frecce gialle, gran parte è su sentieri nel bosco oppure su sterrato, parte è anche lastricato. Durante il percorso ci scambiamo continuamente SMS col nostro “operatore logistico” Vincenzo, che nel frattempo procura baguettes e salame piccante per lo “spuntino” che facciamo a Biskarreta dopo 12 km, sotto la chiesa di S.Pedro. Qui facciamo anche il cambio di abiti, passiamo ai pantaloni corti e maglietta perché ora fa caldo.

Si prosegue il cammino con salite e discese impegnative, siamo stanchi e ci fermiamo per una sosta dopo un cippo che ricorda un giapponese morto lungo il tragitto. Dopo una lunga discesa sullo sterrato arriviamo finalmente a Zubiri a 550 metri s.l.m. e attraversiamo il “puente medieval” sul Rio Arga, dove l’operatore logistico Vincenzo ha già trovato il rifugio (è una ex scuola a 6€), ha timbrato la credencial ed ha già familiarizzato col giovane custode … in lingua spagnola … con cenni di assenso con la testa. Ci sistemiamo e pranziamo sul tavolo da pic nic che c’è nel cortile, con le nostre scatolette di tonno, cetrioli e con le tortine salate e dolci portate da Renato. Sono le 15,30 circa, doccia e tempo libero; c’è chi si riposa in branda e chi dorme sul ciglio del Rio dove alcuni ragazzi fanno il bagno.

Alle 20,00 si va a cena sempre con “menù peregrino” in un hotel locale a 12€ (pasta - filetto di vitello con patatine - gelato - acqua e vino - pane) ... è un po’ distante e così aggiungiamo altri 2 km alla fatica di oggi. Durante il rientro notiamo l’ordine per le strade e le strutture di questo piccolo “pueblo” con piscina e impianti sportivi notevoli. Alle 22,00 si spengono le luci al rifugio e si dorme ... più o meno ... è comunque più tranquilla della notte precedente, perché ci sono circa 30 brande nella nostra camerata, con letti a castello…..i giovani Ruggero e Renato nel letto sopra mentre gli adulti Vincenzo e Roberto sempre nel letto sotto.


7 settembre 2011 – 2° GIORNO DI CAMMINO: ZUBIRI- TRINIDAD DE ARRE (18KM)

Già alle 5,30 ci sono i primi movimenti di chi si alza per la partenza ... alle 6,30 si accende la luce e alle  6,45 ci alziamo quando la nostra camerata è ormai semivuota, dato che noi siamo sempre fra gli ultimi ad alzarci. Alle 7,30 si parte; il percorso si snoda nella valle del Rio Arga, è meno caratteristico del giorno prima ma più impegnativo per le continue salite e discese dei sentieri e per l’esposizione al sole più frequente. Da notare che oggi (come ieri) è una splendida giornata di sole.

In accordo col nostro navigatore Vincenzo ci fermiamo dopo 5,5 km a Larrasoana, passato il “puente medieval” vicino alla chiesa di San Nicola di Bari, per la colazione. Nell’unico negozio che funziona come bar, spaccio, farmacia, incontriamo una donna “sergente” sulla settantina che ci invita subito in italiano a non aver fretta. Solita colazione con cappuccino e muffin. Si riprende il cammino coi compagni di viaggio e affrontiamo argomenti di ogni tipo, discutiamo sulla botanica locale e sulle verdure rigogliose che avrebbero necessitato il commento di un certo ... Valtolina.

La sosta per il pranzo è prevista per le ore 12, dopo 12 km, a Zabaldika, dove Vincenzo ci attende in un posticino incantevole. Sotto un altro ponte medievale sul Rio viene apparecchiata la tavola con tovaglietta e ci gustiamo le nostre scatolette e cetrioli con l’aggiunta degli acquisti di Vincenzo del mattino (baguettes-formaggio e frutta) ... e ovviamente non manca mai la bottiglietta di vino bianco “Grecanico” o “Sangiovese” portati da casa. Durante il pasto controlliamo due  pescatori del posto sul Rio e notiamo dei gamberi da fiume.

Si riparte e proseguiamo fino alla meta di oggi: Trinidad de Arre. Si attaversa anche qui un bel ponte medievale, detto de los Peregrinos sul Rio Ulzama; troviamo subito un portico ad archi che è l’ingresso della Basilica della Trinità, annessa al convento omonimo. Qui ci sistemiamo, in questo posto stupendo a 7€, con camerata da 25 posti, docce, lavandino per biancheria, refettorio e uno splendido giardino con tavolini e sedie, sotto uno splendido ciliegio ... da qui inviamo a casa il nostro DIARIO DI BORDO.
Usciamo alle 19,30 per la cena e attraversiamo il centro del borgo; per la prima volta incontriamo tanta gente e, dopo aver girovagato, troviamo finalmente il nostro bar del Txoco dove ceniamo col solito “menù peregrino” a 8,5 € ... finalmente Vincenzo si fa un piatto di spaghetti belli unti di sugo … peccato che il tinto di Navarra sia un po’ troppo freddo. Rientriamo per le 21,30 perché il convento chiude, mentre la luce in camerata si spegne alle 22,30 … ci fermiamo allora un poco in giardino sotto i fichi a gustarci questo piccolo angolo di Paradiso.


8 settembre 2011 – 3° GIORNO DI CAMMINO: TRINIDAD DE ARRE - PAMPLONA - CIZUR MENOR (10+6 KM)

Sveglia alle 6,30 e alle 7,15 nella chiesetta ... commovente “preghiera del pellegrino” in 4 lingue, alla quale partecipiamo attivamente anche noi in italiano. Alle 7,45 partiamo con nostalgia da questo luogo che è nel comune di Villava, paese di Miguel Indurain; si va a Pamplona dove arriviamo alle 9,00 su un percorso monotono cittadino. Entriamo in città dal Puente de la Magdalena sul Rio Arga, oltrepassiamo le mura attraverso la Porta di Francia e, giunti alla Catedral, incontriamo Vincenzo che si è fatto un paio di km per raggiungerci. Subito colazione classica al bar con cappuccino e cornetti freschi e si continua la visita del capoluogo della Navarra, 195.000 abitanti. Passando dalle mura, baluardo spagnolo a difesa dai francesi, arriviamo alla Plaza de Toros, Plaza del Castillo, Paseo de Sarasate ed entriamo nella chiesa di San Nicolas. Sosta aperitivo al bar Calixto con bianco di Navarra … favoloso a 0,80 €!

Si prosegue la visita con la chiesa di San Saturnino, Piazza San Francesco, chiesa di San Lorenzo dove c’è la cappella di San Fermin caro alla città perché legato alla festa di luglio con la gara dei tori….un passante ci illustra il percorso in mezzo al centro storico. Concludiamo la visita con la Ciudadela e ci fermiamo per il pranzo ad una tapa all’aperto ... caro! (12,5 €).

Alle 13,30 andiamo alla nostra auto parcheggiata da Vincenzo ... gira … gira ... ma la macchina non c’è! Vincenzo garantisce che era davanti all’arco … non c’è! Notiamo però che, dove avrebbe dovuto seerci la macchina, ci sono le strisce azzurre … viene qualche dubbio: che sia stata prelevata dal carro attrezzi ?….o rubata? Passiamo alla stazione di Polizia più vicina e chiediamo se “puede ser che llevaron el coche?” Il poliziotto risponde “Puede ser!”... e telefona al deposito delle auto prelevate col carro attrezzi … si trova lì! … già stanchi, sotto il sole cocente (ci sono quasi 30°C) andiamo alla rimessa e preleviamo l’auto nel deposito sotterraneo al 4° piano ... al prezzo di 112 € sull’unghia!

Finalmente ripartiamo da Pamplona sotto un sole torrido ed arriviamo esausti a Cizur Menor. All’entrata del pueblo c’è proprio il rifugio dell’Ordine di Malta con annessa bella chiesa medievale. ... altra sorpresa del giorno: il custode non ci fa entrare perchè uno di noi è passato già prima in auto e lui accoglie solo i pellegrini a piedi … chi sarà? A poca distanza troviamo un altro “albergue de peregrinos” e finalmente ci sistemiamo in una piccola camerata a 8 € dove siamo da soli … per il momento … perché pochi minuti dopo arrivano tre pellelegrine svedesi …che ovviamente accettiamo. Qualcuno riposa, altri vanno a fare la spesa e poi facciamo la cena nel giardino dell’albergue … coi saluti degli altri pellegrini che passano ... concludiamo questa dura giornata col caffè nel bar vicino.
Per oggi è tutto e concludiamo col DIARIO DI BORDO sul tavolino in cortile con la pila in fronte!


9 settembre 2011- 4° GIORNO DI CAMMINO: CIZUR MENOR – PUENTE LA REINA (20 KM)

Sveglia alle 6,30 e partenza alle 7,30.  Prima della partenza, sotto la chiesa di San Miguel del XII secolo, leggiamo un pezzo del Salmo 120 con relativo commento e anche durante il cammino discutiamo sul senso della nostra presenza qui. A Roncisvalle ci hanno fatto compilare un questionario dove si chiedeva il motivo del Cammino con le seguenti alternative:
       [X] RELIGIOSO            SPIRITUALE           CULTURALE            ALTRO
La crocetta l’abbiamo messo su religioso perché pensiamo che debba essere questo il motivo prevalente e quindi cerchiamo di avere dei momenti di riflessione; tuttavia riteniamo che ci siano anche tanti altri aspetti collegati a questo che sono la cultura, il paesaggio, la gastronomia, l’amicizia, le persone e la condivisione con altri di questo esperienza unica e indimenticabile. Durante il cammino finora abbiamo conosciuto o incontrato persone di tutte le età e provenienze: italiani di tutte le regioni, australiani, americani, francesi, tedeschi, irlandesi, spagnoli, svedesi, coreani … non sappiamo dove hanno messo la crocetta quella sera a Roncisvalle, ma finora tutti sono rispettosi, cordiali, socievoli, tutti ci salutano e poi ... quella sera la chiesa era strapiena!
Il percorso di oggi é completamente diverso, ma sempre affascinante: zona collinare con saliscendi e distese di campi di grano e girasole; in cima alle colline sul valico a 790 mt una gran quantità di moderne turbine a vento con enormi eliche che producono elettricità e il “Monumento al Pellegrino” con grandi figure di ferro.

Prima sosta per la colazione a Zariquiegui dopo 6,5 km, sotto la splendida chiesa di S. Andrès … qui veniamo intervistati da “E”, 61enne di colore del New Jersey. Dopo altri 7,5 km arriviamo a Uterga, pueblo tranquillo con la bella chiesa gotica e fontana ... qui incontriamo Vincenzo che ci controlla a distanza col cannocchiale e ci segue come un segugio, prepara la tavola in un giardinetto vicino alla chiesa e lì facciamo il nostro pranzo al sacco con scatolette, salame, formaggio, frutta e vino Grecanico.

Si riparte sotto un sole cocente (siamo oltre i 30°C) e facciamo una sosta a Obinos dove c’è la chiesa neogotica di S. Juan Bautista; si prosegue per la Puente de la Reina dove Vincenzo ha già prenotato per la notte e timbrato la credencial presso i Padres Reparadores (4 €); lì si trovano il Monastero e l'annessa chiesa. Il luogo prende il nome dal romanico Puente de los Peregrinos a sei arcate sul Rio Arga; da notare che, poco prima del borgo, si incontra il “Camino Frances” col “Camino Aragones”. Si va subito al bar  della Calle Major per una “cerveza” fresca ... mai così desiderata per il gran caldo. Dopo la doccia, riposino in camerata o nel bel giardino e poi si va a cena al bar dei “giovani” … a base di spaghetti alla bolognese o lasagne (Vincenzo), scaloppina di agnello e gelato (11,5 €).

E’ stata una giornata dura sul piano fisico; dopo 4 giorni di cammino si sente la fatica, ma ieri si pensava dovesse essere anche molto peggio, dato che il “meno giovane” lamentava dolori ai polpacci, caviglie,  alle anche ... nonostante l’uso delle varie creme, fastumgel, arnica … finchè è arrivata la pomata miracolosa di Vincenzo che probabilmente ha fatto effetto … serve quindi anche stasera e speriamo che continui così. I “più giovani” non esternano grossi problemi ma nemmeno incentivano il ritmo! Da notare che nei vari rifugi incontriamo parecchi pellegrini con piaghe ai piedi o altre problematiche.
Ora sono le 22,00 e ci attende una notte di fuoco per il caldo e per un “russatore doc” che ci ha già dato un anticipo nel pomeriggio … speriamo che ci pensi Vincenzo a zittirlo, dato che dorme vicino a lui!


10 settembre 2011- 5° GIORNO DI CAMMINO: PUENTE LA REINA - ESTELLA (22KM)

6,30 sveglia e 7,15 partenza dopo aver letto un pezzo del Salmo 121 e relativo commento. Si passa da Maneru dopo 5 km dove è aperto solo un negozio e facciamo la spesa per il pranzo; curioso il nome della via all’uscita del pueblo che porta al cimitero: Calle Forzosa. Si prosegue per Cirauqui, caratteristico villaggio medievale in cima ad una collina e punto più alto del percorso (495 mt; alla partenza eravamo a 340 mt); qui facciamo colazione insieme a quasi tutti i pellegrini tramite un distributore a gettoni su una piazzetta. Si continua per Lorca che conserva ancora la bella Iglesia de San Salvador del sec. XII e infine si arriva a Villatuerta dove l’ormai insostituibile e indispensabile Vincenzo è appostato in un bel giardinetto con fontana ai lati della chiesa de l’Assuncion del XIV secolo dove si svolge un matrimonio. Indifferenti facciamo il nostro pranzo stendendo tavolino e sedie con cetrioli e cipolline, salame, jambon, formaggini triangolari … finalmente! ... ottime le pere e ovviamente non manca il nostro vino.

Al termine del pranzo termina anche il matrimonio e quindi ci accalchiamo in mezzo agli invitati e ai soliti curiosi del posto per vedere la sposa; alla fine ci infiltriamo nelle foto dei parenti e strappiamo una foto che gli sposi fanno volentieri con noi. Facciamo finalmente l’ultimo tratto che ci porta a Estella in questa giornata “torrida”: siamo partiti dai soliti 14°C per arrivare a punte superiori ai 40°C al sole, mentre alla sera nella cittadina troviamo ben 37°C. Oltre al caldo torrido notiamo che il percorso è quasi completamente al sole in mezzo a campi di grano e vigneti del “tinto di Navarra”, tra continui saliscendi con uno strappo iniziale tremendo … Roberto ha fatto ben 5 cambi di canottiere e magliette tanto che Vincenzo col cannocchiale non riusciva più a individuarlo, mentre notava sempre il cappellino giallo di Ruggero e il cappellaccio di Renato.

Arrivati a Estella Vincenzo ci attende all' Albergue Parrocchial di San Miguel dove troviamo Maite di Bilbao e Pinar di Saragoza; si presentano come due volontarie presenti per 15 gg e ci dicono che ognuno può fare il donativo che desidera in una cassetta di cartone, ci assegnano i nostri letti a castello in un posto angusto, solo una doccia e un bagno per uomini, e ci invitano per la cena ad unirci agli altri pellegrini dopo la S. Messa nella vicina chiesa di San Miguel del XII sec. Un poco delusi per la sistemazione accettiamo l'invito per la cena, facciamo doccia e sonnellino prima di ... UNA SERATA INDIMENTICABILE!

Alle 18,30 si esce  e visitiamo questa graziosa cittadina: il Puente (sul percorso del Cammino), il centro storico con bei palazzi, la Plaza de los Fueros con la Iglesia de San Juan Bautista, la chiesa fortificata di San Pedro dove c’è il mercato … ma ormai è l’ora della S. Messa prefestiva delle ore 19,00 nella chiesa di San Miguel posta in alto sopra la cittadina. La cerimonia si svolge in una cappella laterale, dato che la navata centrale è occupata dagli strumenti del concerto che ci sarà subito dopo, le letture e la predica vengono comprese un po’ da tutti, anche se in castigliano: ”perdona sempre”… 70 volte 7! Al termine della S. Messa, il simpatico sacerdote convoca tutti i pellegrini intorno all’altare per la “benedizione dei pellegrini” e ci assegna una preghiera nelle varie lingue con l’immagine della “Virgen del Puy de Estella” da leggere ogni mattina prima della partenza, viene consegnata singolarmente ad ognuno in base alla lingua e chiede a tutti la provenienza ... gli italiani li lascia per ultimi scambiando amichevolmente quattro chiacchiere (siamo noi 4, uno di Trieste e un ragazzo di Trento). Usciamo contenti, notiamo la fila dei partecipanti al concerto e ci dirigiamo verso un bar sotto il piazzale a farci il nostro aperitivo con un “bianco fresco di Navarra”.

Alle 20,30 la cena è pronta, tutti a tavola, la temperatura è gradevole, cominciamo a familiarizzare con tutti. Elio di origine giapponese, ma di S.Paulo del Brasile, tre irlandesi di Dublino (uno sembra cieco), Sebastian 27 anni di Hannover … molto estroverso, tre pellegrine di Città del Capo, un gruppo spagnolo molto simpatico, una ragazza irlandese del sud-ovest … si socializza ormai con tutti, Vincenzo serve a tavola con Maite e altre ragazze, gli spaghetti sono buoni…due bottiglie del nostro Barbera d’Asti sono molto gradite … si passa alle foto ... Vincenzo continua a chiamare Roberto per fare da interprete con la ragazza irlandese e con Maite. VERAMENTE UNA BELLA SERATA e alla fine … Maite ci mette in riga per sistemare tutto, lavare piatti, stoviglie  e pentole … asciugare … ma anche questo è stato un bel momento di socializzazione!
Alle 22,00 si spegne la luce, tutti a nanna! ... siamo soddisfatti e contenti!


11 settembre 2011- 6° GIORNO DI CAMMINO: ESTELLA - LOS ARCOS (21KM)

Salmo 122 e commento, poi preghiera del Pellegrino  e infine il motto del Cammino che recitiamo tutti i giorni prima di partire: “..ULTREYA e SUSEYA..” (Forza che più avanti, più in alto c’è Santiago). Si parte alle 7,30 insieme all’amico Sebastian, che è in bici; dopo 3 km arriviamo vicino al Monasterio di Irache dove c’è la “Fuente del vino” allestita dalla Bodega Irache a beneficio dei Pellegrini, che ha due rubinetti: da uno scorre vino e dall’altro scorre acqua fresca … purtroppo è presto e funziona solo il rubinetto dell’acqua! Saliamo poi a Villamayor de Monjardin in cima a un’altura a 650 mt (siamo partiti da 480 mt), dominata dalla torre della chiesa di San Andrès del XII sec. Qui facciamo colazione e prendiamo i viveri per il pranzo dato che nei prossimi 12 km non incroceremo strade carrabili per incontrare Vincenzo e salutiamo l’amico Sebastian che proseguirà sul percorso delle bici.

Il cammino prosegue in distese di campi di grano e vigneti e durante il percorso incontriamo Rico - 33 anni - nato in Germania Est vicino a Berlino, prima lingua a scuola il russo, esperto in sociologia e pedagogia, prepara i docenti; è al secondo anno di Cammino. Conversando ci chiede il motivo della nostra presenza, che esponiamo, poi ribaltiamo la domanda ... e tu?  Ci risponde: “ Sono venuto a trovare me stesso … ma non è facile!”. Sul percorso non c’è alcuna zona d’ombra, ma in compenso oggi si sta bene perché il cielo è nuvoloso ed allora ci fermiamo per il pranzo, insieme ad altri, in un campo di grano (ovviamente tagliato).

Ci prepariamo la solita bottiglia d’acqua con polase che sembra rivitalizzarci durante le soste e facciamo l’ultimo tratto che ci porta a Los Arcos, dove ci sistemiamo all’Albergue Alberdi che è privato (esaurito quello comunale) a 9€ in una cameretta da 6 posti! Birra fresca al bar, doccia, giro del pueblo, cena in un hotel con menù del Pellegrino (11,7€) e caffè sulla piazza della bella Iglesia di Santa Maria del XII sec. Qui incontriamo per l’ennesima volta due irlandesi simpaticissimi sulla settantina di Dublin e Kilkenny che durante il Cammino sembrano crollare da un momento all’altro e poi ce li troviamo puntualmente in birreria alla sera…il loro saluto è: Giovanni Trap-Tardelli…viva Juve ... Liam Brady. Si va a dormire.


12 settembre 2011- 7° GIORNO DI CAMMINO: LOS ARCOS - LOGRONO (28KM)

Preghiera del Pellegrino, poi testo della canzone di Baglioni “Strada facendo” (tema del camminare e della strada da percorrere) infine “ULTREYA e SUSEYA” poi  partenza.

Oggi è l’ultimo giorno di cammino, come previsto, ed è  anche il più lungo. Dopo la crisi del 3° giorno abbiamo preso un ritmo sostenuto … non ci ferma più nessuno! Partiamo alle 7,00 al buio con la luna di fronte che viene poi sostituita dal sorgere del sole alle spalle. Dopo un primo tratto pianeggiante di 6 km si arriva a Sansol e non c’è anima viva; si prosegue per Torres del Rio passando dalla Iglesia de Santo Sepulcro del sec. XII eretta dall’ordine dei Templari: anche qui è tutto chiuso ed il percorso sarà un continuo saliscendi in mezzo a campi di grano e vigneti con pochissime zone alberate.

Continuiamo quindi il percorso senza colazione ed arriviamo quasi esausti dopo 19 km a Viana, ultima cittadina della Navarra, dove morì Cesare Borgia. Vincenzo nel frattempo ha procurato il cibo e ci comunica coi suoi SMS che c’è una grande festa. La citta è tutta imbandierata, la gente è quasi tutta in costume locale con vestito bianco, fascia e fazzoletto rosso, a distanza si sente il suono della banda; arriviamo al centro della festa alla Iglesia di Santa Maria dove c’è una marea di gente e si sta svolgengo una rievocazione con figure giganti del Re, della Regina, del capo dei Mori e la moglie. Dai balconi del palazzo sulla piazza un bambino fa dei proclami e insieme ad altri lanciano caramelle sui passanti; un cannoncino spara in aria dolcetti insieme a soldatini e indiani di plastica che altri bambini raccolgono … ci buttiamo anche noi nella festa e concludiamo, per ora, con una cioccolata che viene offerta a tutti. Ci spostiamo su un muretto per il pranzo al sacco e ritorniamo poi sulla via centrale, in mezzo alla festa, per farci una “sangria”. Ad un tratto si chiude il bar con una inferriata perché inizia la “CORSA DEI TORI” sulla via centrale dove ci troviamo … anche noi ci uniamo alla gente in festa e partecipiamo attivamente uscendo in strada ed entrando di corsa all’arrivo dei tori. C’è chi è più coraggioso e chi meno. Alle 13,30 finisce la corsa e riprendiamo il cammino sotto un sole cocente per gli ultimi 9 km; per fortuna abbiamo sempre con noi la bottiglia d’acqua con polase. Dopo pochi km finisce la Navarra ed entriamo nella RIOJA.Arriviamo finalmente a Legrono sul fiume Ebro, capoluogo della Rioja, di 145.000 abitanti, dove Vincenzo ci ha prenotato l’Albergue della Parrocchia di Santiago el Real. Qui ha incontrato Giovanni di Ravenna che è il custode, ma ….ci sono grosse sorprese: tutti gli spazi a terra con materassini sono occupati, le poche brande sono riservate ai più menomati e agli arrivi serali e quindi … DOVREMO DORMIRE  PER TERRA NELLA SACRESTIA DELLA CHIESA DOPO LA BENEDIZIONE DEI PELLEGRINI!
Veniamo quindi sistemati in una ripostiglio, indi si va in Plaza Parlamento per una birra ghiacciata, tanto desiderata, poi doccia e visita città (Cattedrale Santa Maria, San Bartolomè, San Nicolas, Calle Mayor….). Cena in un bar con una tapa e ottimo bianco di Valladolid, giro in città … piena di gente e locali, poi alle 21,30 tutti i pellegrini si trovano nel coro ligneo della chiesa per una riflessione nelle varie lingue (Inno in italiano), tutti seduti in semicerchio su due livelli … un diacono filippino conduce la preghiera ... toccante! Al termine prendiamo i nostri zaini e materassini e ... tutti in sacrestia a dormire … siamo circa una ventina ... magico!
 

OGGI SI CONCLUDE IL NOSTRO CAMMINO. ABBIAMO PERCORSO 146 KM ED E’ STATA UN’ESPERIENZA INCREDIBILE SUL PIANO PERSONALE E DI GRUPPO. VOGLIAMO PROSEGUIRE IL PROSSIMO ANNO MA SE NON SARA’ POSSIBILE PASSEREMO IL TESTIMONE A QUALCUN ALTRO


13 settembre 2011- INIZIO DEL RITORNO: BILBAO - SAN SEBASTIAN - BORDEAUX

Prima delle 7,30 si esce dalla sacrestia-dormitorio perché apre la chiesa, una Ave Maria per le nostre famiglie e colazione in parrocchia. Alla nostra auto: preghiera del Pellegrino, testo della canzone di Antonacci “Non so più a chi credere” (tema della fatica di scegliere) e “ULTREYA e SUSEYA”  poi partenza con Vincenzo alla guida che è ormai un esperto nel traffico spagnolo (sul contachilometri ci sono 1722 km).

Trasferimento nei Paesi Baschi a Bilbao, 355.000 abitanti, porto fluviale sulla Rìa prima di gettarsi nel Mar Cantabrico, grande centro operaio per decenni associato alla siderurgia; ora la grande crisi dell’acciaio ha mutato il panorama economico e sociale della città che si è votata all’attività terziaria, in particolare al turismo. Visita della città: Teatro Arriaga, Plaza Nueva, Siete Calles con la Catedral de Santiago, il Mercado de la Ribera, San Antòn che è la chiesa più bella, San Nicola di Bari, il moderno ponte di Zubizuri progettato dal Calatrava. Si prosegue per San Sebastian, 180.000 abitanti, la Real Sociedad è la sua squadra di calcio, con splendida baia che accoglie da oltre un secolo un turismo balneare, insenatura chiusa da due monti e al centro l’isoletta di Santa Clara.

Sbuchiamo dal parcheggio e ci troviamo proprio sopra la stupenda “Playa de la Concha” piena di bagnanti. Pranzo al bar con una tapa e visita di questa città nel Golfo di Biscaglia, già molto animata alle 14,00: Club Nautico, San Vicente, Santa Maria, Plaza de la Constitution, Darsena, Paseo de la Concha. Si parte per la Francia e dopo 100 km Ruggero passa alla guida prima di arrivare a Bordeaux, 220.000 abitanti sulla Garonna, famosa per i nobili vini color rubino.

Si arriva alle 18,00 e solita visita volante: Esplanade de Quinconces col monumento ai Girondini, Place de la Comèdie con il Thèatre, Rue Ste-Catherine, Notre Dame, Cathèdrale de St-Andrè ... passati all’ufficio turismo per informazioni chiediamo notizie sul Cammino di Santiago che passa da Bordeaux, ci danno un numero telefonico che contattiamo per il pernottamento e poi raggiungiamo il posto. Si tratta del  Seminaire St-Joseph e qui veniamo ospitati in 4 camere singole con lavabo-tavolino-armadio, inclusa colazione, al prezzo totale di 33€ ... dopo tanti anni, ormai in ritardo, ….abbiamo scoperto la nostra vocazione?  Ci vengono assegnate le chiavi delle camere e le chiavi del cancello d’entrata per l’auto, ci viene indicata finalmente una Pizzeria che raggiungiamo per la cena. Rientro alle nostre camerette e…. buona notte!
Ora abbiamo anche l’identikit dei “VERI PELLEGRINI” dato che Vincenzo ci ha proibito il taglio della barba dal giorno di partenza.

 

14 settembre 2011-  RITORNO: CLERMONT FERRAND - LIONE – SARTIRANA

Ore 7,30 nella Chapelle del Seminario: preghiere del mattino, preghiera del Pellegrino e “ULTREYA e SUSEYA” poi colazione in refettorio dove è già tutto apparecchiato. Consegna chiavi e alle 8,00 si parte con Ruggero alla guida, dato che si sente in forma smagliante. Abbiamo fatto 2240 Km e ci aspettano altri 1050 km. Pensiamo di fare una sosta finale in un Santuario per chiudere in bellezza il nostro Pellegrinaggio.
Sosta in autostrada per colazione, prima di Clermont Ferrand, passa Vincenzo alla guida. Si esce dall’autostrada a Thiers dove già dal medioevo si affermò l’arte di fabbricare lame e coltelli e ancora oggi principale centro francese della coltelleria. Al market LiDL acquisti di vino, frutta e salame…poi al centro di Thiers: pranzo al sacco, acquisto coltelli e caffè al bar.

Si riparte sulla strada statale, sosta a Noirètable alla antica Chiesa di San Roc de Montagnes; facciamo l’ultima preghiera del Pellegrinaggio per le nostre famiglie. Si rientra in autostrada e, dopo Lione ripassa alla guida Ruggero ... traforo Frejus fino a Torino. Da qui prosegue Roberto fino a Pagnano - pizzeria Caminun ... arrivo a casa alle 23,00 circa.

 

Quando è maturata l’idea?
Interesse e desiderio sono maturati qualche anno fa durante un “incontro quaresimale” tenuto da Mauro Sala, condiviso poi con altri, rinviato negli anni per impegni familiari e di lavoro.
Perché a Santiago?
Le motivazioni sono diverse: affrontare un pellegrinaggio “particolare” calpestando le orme che altri hanno lasciato nei secoli, vivere momenti di riflessione personali e di gruppo, visitare i santuari  e le vestigia indicati lungo il cammino, osservare gli usi e le tradizioni locali, gustare i prodotti del posto.
Come?
Senza fretta! Affidarci a ciò che capita giorno per giorno! Abbiamo deciso di percorrere il “Cammino Frances” da Roncisvalle sui Pirenei che dista 790 km da Santiago de Compostela, di camminare per 7 giorni senza una meta precisa, di tenere gli occhi aperti all’ammirazione del mondo, di attraversare i vecchi ponti medievali, di scendere al fiume, di entrare nella chiesetta….di praticare i riti propri del pellegrino.
L'incontro più significativo?
La celebrazione e benedizione dei pellegrini a Roncisvalle: momento forte di unità fra cristiani di ogni età provenienti da ogni parte del mondo (coreani, australiani, americani, brasiliani, francesi, italiani, tedeschi, irlandesi, inglesi, spagnoli……).
Momenti difficili?
La preoccupazione di non farcela alla partenza, la fatica dopo il terzo giorno…..poi il caso (o la provvidenza) ti riserva il meglio e alla fine si è andati ben oltre le aspettative!
Come eravate organizzati?
Ruggero, Roberto  e Renato facevano il percorso a piedi, mentre Vincenzo, che li precedeva in auto, provvedeva al cibo per lo spuntino e si occupava della prenotazione negli ostelli per la notte.
A chi lo consigliereste?
A chiunque…secondo la propria preparazione e le proprie forze! Lungo il cammino abbiamo incontrato giovani, adulti, famiglie, anziani….. non mancava il tempo per conversare su ogni tipo di argomento …. c’era anche molto tempo per stare in silenzio!
Progetti per il futuro?
Vogliamo riprendere il “Cammino” il prossimo anno ripartendo da dove siamo arrivati.

 

Oh Dio, che chiamasti il tuo servo Abramo dalla citta di Ur dei Caldei accompagnandolo in tutto il suo peregrinare,
e che fosti la guida del popolo ebreo attraverso il deserto;
ti preghiamo di guardare questi tuoi servi che, per amore del tuo nome, vanno in pellegrinaggio a Santiago.

 

Tu sia per loro compagno e guida nel Cammino, sollievo nello sconforto, difesa nel pericolo,
sii rifugio nel cammino, frescura nel calore, luce nell'oscurità, consolazione nella tristezza e fortezza nel suo proposito,
perché con la tua guida arrivino sani e salvi al termine del loro cammino
e arricchiti della grazia e delle virtù, ritornino con salute alla loro casa, con perenne allegria e pace.

Per Cristo Nostro Signor. 

 

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