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Venerdì 21 Settembre 2018
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UN MUSICAL SULLA VITA DI PIETRO
DA PESCATORE DI GALILEA A CAPO DELLA CHIESA DI CRISTO 

Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!». I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.
Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).

Gv 1,35-42

Con questa breve cronaca, l'evangelista Giovanni consegna alla storia il primo incontro di Simone con il Signore. E' stupefacente ciò che vi è avvenuto; Gesù fissa Simone e immediatamente gli cambia nome.

In un breve istante legge nei suoi occhi il passato, il presente e il futuro e in quel medesimo istante gli dà un nuovo nome. E in quel nome c'è tutto, c'è la fiducia di Gesù in Simone, c'è la sicurezza di aver trovato il suo successore e la certezza che ciò che stava iniziando sarebbe comunque continuato grazie a quell'uomo che gli stava di fronte.

IL TITOLO

Quando abbiamo deciso di intraprendere l'avventura di concepire, realizzare e mettere in scena un musical, immediatamente abbiamo pensato a s. Pietro; non solo perchè è il Patrono della nostra parrocchia, non solo perchè la parrocchia stessa celebra quest'anno il 110° di fondazione, ma soprattutto perchè la figura di Pietro è ricchissima di sfaccettature, perché la sua vita, come emerge sia dai libri ufficiali che dagli apocrifi, presenta innumerevoli episodi degni di nota e infine perchè egli dopo aver rinnegato il suo Maestro, ha fatto di tutto per seguire il cammino da Lui tracciato, fino a morire della sua stessa morte, diventando in questo modo un limpido esempio per ogni credente.

Stranamente la figura di Pietro non ha mai molto interessato gli autori di musical; e questo a differenza di Paolo (complice l'anno paolino appena concluso) o anche di altre figure di santi sia del passato (s. Francesco è sicuramente il più gettonato in questo senso) che recenti (don Bosco o Madre Teresa per fare due nomi).
A quanto ci è dato di conoscere, solo un gruppo oratoriano di Torino (si veda http://www.2000anni.org) ha messo in scena un'opera musicale avente s. Pietro come protagonista.

Nel momento di decidere il titolo del musical, e dopo aver valutato varie opzioni, abbiamo deciso proprio per questa frase del Signore: "Ti chiamerai Pietro". In essa c'è la sintesi di quel primo incontro che cambia la vita a Simone, che porterà il pescatore di Galilea ad diventare il capo della Chiesa di Cristo e, in accordo con la tradizione, a morire a Roma in croce.

IL LOGO

Questo incontro che, assieme al nome, ha cambiato la vita a Simone trasformandolo in Pietro, è rappresentato nel logo del musical. Un incontro che abbiamo immaginato aver avuto luogo sulle rive del mare di Galilea, con protagonista un Simone quasi incredulo davanti alle parole dei Signore, che forse non si rende ancora conto di ciò che gli è capitato.

LA STORIA

"Ti chiamerai Pietro" segue i canoni della commedia musicale; a partire da un brano strumentale di Intro, la storia di Pietro inizia con la morte di Gesù e il suo pentimento per averlo rinnegato. Le canzoni si intercalano a scene recitate che si svolgono in Palestina, per la prima parte dell'opera, e a Roma, per la seconda parte. La trama è stata quindi sviluppata sia prendendo spunti dai Vangeli e dagli Atti degli Apostoli, per la parte ambientata in Palestina, che dagli apocrifi Atti di Pietro per la vicenda romana.

Pietro, straziato dal dolore per la morte di Gesù, e ancor di più per averlo tradito, inizialmente quasi rifiuta il suo ruolo di guida della giovane comunità cristiana; la sua presa di coscienza di ciò che Gesù si aspettava da lui inizia in modo prepotente con la Pentecoste e prende sempre più sostanza con l'aiuto indispensabile degli altri Apostoli, di Maria, di Maddalena. Altri personaggi come l'Apostolo Paolo, con la sua conversione, e il giovane aiutante Marco, lo convincono che ora lo aspetta la sfida della missione: andare in tutto il mondo per portare l'annuncio del Vangelo.

Ecco che ritroviamo Pietro a Roma, nel cuore dell'impero, durante il regno di Nerone, che con la sua lucida follia e circondato da perfidi consiglieri, cerca di reprimere il cristianesimo colpendo i suoi simboli, primi fra tutti Paolo e Pietro. Dopo la condanna a morte di Paolo, anche Pietro viene catturato; da questo momento il suo destino ricalca ciò che già successe al Maestro: un processo farsa al cospetto di Nerone, la condanna a morte gridata a gran voce dal popolo, e poi la sofferenza della solitudine che proverà in un ultimo incontro con Gesù, nel famoso episodio del "Quo vadis", fino alla morte in croce.

IL MESSAGGIO
Simone il pescatore, un ebreo dalla solida formazione religiosa, accoglie con entusiasmo l’annuncio di Cristo, riconoscendolo senza tentennamenti come Figlio di Dio.
All’inizio Simone è “pietra”, nel senso che Gesù spiega nella parabola del seminatore: “coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno.” (Lc. 8,13). Quando si rivela la vera essenza del Regno di Dio, un Regno “in” questo mondo, ma non “di” questo mondo, il cuore di Simone si riempie di sfiducia, ripensamenti e incertezze.
Ma, come spiega ai cristiani di Roma in una scena della seconda parte, il tempo di Dio non è il tempo dell’uomo e il Signore dà a tutti, sempre, due, tre, infinite occasioni per raggiungerlo; a lui, Simone figlio di Giovanni, è stato concesso il tempo di diventare Pietro, la roccia su cui Gesù fonda la sua Chiesa, il pescatore di uomini, il discepolo a cui affida i suoi agnelli e le sue pecore, l’apostolo capace di dare la vita per Cristo.
La storia di Pietro invita ciascuno di noi a maturare da cristiano entusiasta a cristiano appassionato e ci ricorda che Cristo si ferma ad aspettare chi rimane indietro, perché ai suoi occhi siamo preziosi e non vuole che alcuno si perda.
GLI SPUNTI MUSICALI

Dal punto di vista musicale, l'opera non si colloca in un preciso filone, bensì è stata privilegiata la varietà degli stili musicali, non solo a beneficio di un maggior coinvolgimento dello spettatore, ma anche per sottolineare quella molteplicità degli aspetti della figura di Pietro che è stata ricordata precedentemente.

Nei 21 brani, tre dei quali strumentali, si passa quindi dalle pop-ballad a pezzi rock, dalla musica caraibica al country, dal bolero al tango fino al techno. Una parte importante è riservata al Coro che interviene sia per sottolineare momenti particolari a rinforzo dei solisti, che come protagonista nelle canzoni conclusive della prima e della seconda parte.
Il tutto è rigorosamente eseguito dal vivo.

I TESTI

I testi delle canzoni intendono rievocare e suggerire, anche con l'uso di differenti registri linguistici, i diversi stati d'animo verso Gesù dei personaggi di volta in volta coinvolti nell'azione: gli slanci, i dubbi, la confidenza e il pentimento, ma anche, per alcuni, irrisione e disprezzo.
Aderendo alle suggestioni delle melodie, le parole vorrebbero condurre l'ascoltatore ad identificarsi con Pietro e ad assumere il suo punto di vista, per suscitare il medesimo atteggiamento fiducioso verso il Maestro. Nell'ultima canzone, con l'immagine del cammino, la vicenda di Pietro diventa infatti la nostra storia, il cammino di noi Chiesa nel mondo.

 
 

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